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Case, la domanda sale ma i prezzi no

La domanda immobiliare residenziale in Italia sale da diversi trimestri (come testimoniano i dati dell’Osservatorio dell’agenzia delle Entrate in primis), ma non si traduce ancora in una ripresa dei prezzi. E se le quotazioni non salgono non si può ancora parlare di mercato in salute. A consuntivo del 2017, secondo gli ultimi dati di Nomisma, le compravendite di case in Italia si attestano poco al di sotto delle 543mila. E negli ultimi tre mesi dell’anno scorso l’aumento delle transazioni di case è stato del 6,3 per cento.

Solo due mesi fa Eurostat faceva notare che l’Italia è l’unico Paese europeo dove a metà dello scorso anno le quotazioni immobiliari erano ancora in discesa, contro un resto d’Europa che per i due terzi ha registrato aumenti di oltre il 5 per cento.

Ma quali sono i motivi che impediscono al nostro Paese di lasciarsi definitivamente alle spalle il calo dei prezzi del mattone?
L’Italia non è Milano. Se il capoluogo lombardo mette a segno da svariati semestri rialzi di compravendite e ultimamente anche di prezzi, ci sono ampie aree del Paese dove la ripresa non è ancora in atto. Sul nostro Paese pesa anche un calo dei prezzi che non è stato un crollo repentino ma una discesa costante e lenta. I Paesi come la Spagna o l’Irlanda, dove i valori sono crollati in poco tempo, hanno messo a segno riprese più consistenti. Da noi poi c’è stata una forte resistenza dei proprietari a scontare gli immobili in vendita e ad adeguare le proprie richieste alla situazione di mercato durante la crisi.

Gli esperti sono comunque concordi nel ritenere buone le prospettive del mercato per il 2018. Nessuno sa dire però se i valori torneranno a salire in maniera chiara e inequivocabile.