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Il mondo del mattone può imparare dal Salone del mobile

Milano si lascia alle spalle un’edizione di successo del Salone del mobile. Quello che ha tenuto interi quartieri in scacco tutta la scorsa settimana è stato un appuntamento che ha ridato al capoluogo lombardo la dignità di città internazionale.

Ma ci sono altri settori in cui il modello del Salone e del Fuori Salone è replicabile, anche se in dimensioni oggettivamente più contenute. Come a molti, se non a tutti, interessano arredo e design, la stessa vastità di pubblico incontra il tema della casa.

A giugno Milano ospiterà l’Eire, la Fiera immobiliare più importante in Italia, anche se ancora lontana dalla kermesse cugina, il Mipim di Cannes. Perché allora non pensare di creare qualche circuito alternativo alla Fiera e qualche evento che apra al real estate le porte della città? Arriveranno molti operatori e investitori dall’estero ma anche i privati cittadini sono interessati ai nuovi sviluppi immobiliari. Per anni abbiamo visto i plastici di Citylife, di Porta Nuova e di altri sviluppi residenziali e non. Perchè non creare eventi in loco? E magari aprire gli studi di architetti famosi che mostrino quello che stanno realizzando in Italia e all’estero?

Ci vorrebbe un’attenta regìa, un’unico soggetto che tiri i fili di una manifestazione più ampia, che però potrebbe riportare l’Italia sotto i riflettori anche dei grandi investitori privati che oggi latitano sul mercato nazionale, impauriti dalle tasse sul mattone, dalla nostra burocrazia e dalla scarsa “competitività” delle nostre città.

E’ vero ci vuole il lavoro di anni, come è stato per il Salone, ma da qualche parte si potrebbe iniziare, no?