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Il pasticcio del Lido di Venezia

Non ci sono più notizie sulla cessione degli hotel del Lido, l’Excelsior e il Des Bains, contesi tra Est Capital – l’attuale Sgr che gestisce il fondo Real Venice I nel quale le due strutture sono contenute – e Hines che ha preso il testimone per diventare futura società di gestione. Di un progetto, quello del Lido, che a causa della situazione critica del mercato immobiliare, della mancanza di finanziamenti da parte delle banche e di altri blocchi, non riesce a prendere il via in maniera definitiva. Adesso a rilanciare è la società costituita da Raffaele Costa, imprenditore italiano da anni con base a Londra, che vorrebbe restituire agli antichi fasti l’Excelsior, per il quale ha rilanciato l’offerta a 70 milioni di euro, partendo poi da qui per costituire un gruppo di boutique hotel. Iniziativa partita tempo fa da un’offerta per gli hotel Oriente Express, non accettata dalla proprietà.
E mentre Hines ripensa a un piano per il Lido che preveda una riqualificazione più ampia ed Est Capital che prende tempo (ancora?) a perderci è ancora Venezia. Dove tra i problemi di tangenti e altro, l’orda di turisti che la invade ogni giorno, le navi da crociera che la offendono (chi ha visto lo scempio del passaggio in Laguna di questi mostri del mare non può che restarne innoridito) invece che essere tutelata, coccolata, abbellita resta solo una “mucca da mungere”.