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Londra, chi saprà raffreddare la febbre del mattone?

Gli allarmi lanciati a più livelli sulla bolla del mattone in Gran Bretagna si susseguono a ritmi vertiginosi. A fare scalpore oggi è la crescita dei prezzi delle case in generale nella Nazione, e non solo a Londra dove la corsa all’acquisto è giustificata dall’arrivo dei capitali internazionali (ma che preoccupa comunque). Il prezzo medio di un’abitazione britannica è cresciuto in media di 220 sterline al giorno a maggio, 7.000 sterline (circa 8.500 euro) in un mese, cifra che porta il boom delle valutazioni immobiliari a un +8,7%. A rivelare il dato è la banca Halifax, dato poi riportato dal Financial Times.
Ora, scrive l’FT, il prezzo medio di una casa nel Regno Unito è arrivato a 184.464 sterline (oltre 226mila euro), dalle 177.648 di fine aprile. Qualche giornale inglese riportava solo due mesi fa che in media una casa di tre camere da letto a Londra costa come 25 abitazioni in Scozia. In zone come Chelsea e Kensington il valore medio di vendita si aggira su 1,8 milioni di sterline (2,2 milioni di euro).
I driver della crescita del mercato immobiliare inglese sono il buon stato di salute dell’economia e la migliorata fiducia dei consumatori», ma anche la spinta all’acquisto fornita dalle politiche di incentivi del Governo, prima fra tutte “help to buy”. Diventa però pericoloso oggi acquistare una casa con un minimo anticipo e trovarsi sul “gobbo” un mutuo dell’80% del valore dell’immobile da pagare. Maggior cautela dovrebbe essere espressa anche dai compratori internazionali, come gli italiani che a Londra sono diventati grandi proprietari. Se il mercato cambia direzione e la bolla si sgonfia in maniera repentina ci si trova a dover ripagare fior di soldi qualcosa che vale molto meno, peggio ancora se ci si trova costretti a vendere una casa che ha visto scendere vertiginosamente il proprio valore.

Ecco perchè da più parti si chiedono misure per raffreddare la febbre del mattone.