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Cina, a rischio le città Tier-3

Il mercato delle case in Cina è entrato in fase di riflessione. E  Moody’s certifica per questo trend una durata più ampia rispetto alle due ultime fasi di stop (del 2008 e del 2011). I due cicli passati erano stati indotti anche da shock esterni, misure restrittive, restrizione del credito.  Oggi invece anche la crescita economica rallenta, dice Franco Leung, assistant vice president di Moody’s.

Il mattone cinese di questi tempi soffre soprattutto nelle città cosiddette Tier-3. “C’è un rischio concreto sulle città cosiddette Tier 3 cities, ossia i centri urbani con 1-5 milioni di abitanti (le Tier 1 cities ne hanno in media 10 milioni)” ha spiegato a margine della presentazione del padiglione per l’Expo Wang Shi, ceo di Vanke, colosso delle costruzioni cinesi quotato alla Borsa di Shenzen, che fornisce oltre mezzo milione di case e servizi di gestione a 1,5 milioni di cinesi. Anche a Shenzen si stanno studiando misure per alleviare le pressioni sul mercato del mattone. D’altronde non si può pensare che il merato real estate corra ininterrottamente per semestri e semestri, il ciclo espansivo è inevitabile che ceda il passo a una fase riflessiva. Ma bisogna considerare la peculiarità del Paese: in Cina la pressione creata dalla popolazione che si è spostata in città è senza pari. E il governo corre ai ripari.
In Italia invece il governo dovrebbe intervenire per sostenere un mercato depresso da troppi anni. E invece? Tasse e stretta dei mutui peggiorano la situazione …