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Looking for yield, la strategia dei fondi Usa sul mattone italiano

Prima erano solo i deal opportunistici che interessavano ai grandi fondi americani. Adesso cambia il profilo di investimento. E l’Italia torna interessante anche come terreno di caccia nel mattone per opportunità “core” (leggi a reddito) a medio-lungo termine. E’ in questa ottica che Blackstone, Cerberus e George Soros si sono seduti al tavolo per le trattative sul patrimonio del Fip messo in vendita con la regia di Cbre. Si tratta di un investimento dal profilo di cassa stabile che risponde all’attuale esigenza “looking for yield”. Anche se non si può definire core nel senso anglosassone-internazionale il portafoglio Fip. I 21 asset del portafoglio Fip sono tutti affittati all’agenzia del Demanio e i contratti di locazione, che prevedono speciali garanzie, hanno una scadenza nel dicembre 2022 e generano flussi di cassa lordi annuali di oltre 63 milioni di euro. Gli immobili sono distribuiti su tutto il territorio e ad occuparli sono uffici della Pubblica Amministrazione (agenzia delle Entrate, agenzia delle Dogane, Inail, Inps, ministero dei Trasporti, ministero del Lavoro) e di accademie della Guardia di Finanza.
Non solo. Alcuni per location e pregio offrono buone potenzialità di riposizionamento. Che prima era l’unica chiave di lettura per selezionare gli investimenti. Oggi forse il vento è cambiato.