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Parigi resta meta di investimento internazionale

Il mercato di Parigi è stato una sorpresa positiva. Anche ora che il segmento commercial real estate inizia a registrare cali dei rendimenti di 50 punti base dal 4%-4.5% dello scorso anno. Secondo JLL non esiste un rischio di bolla dei prezzi. Perché questi rimangono al di sotto dei livelli pre-crisi e, anzi, ci sono ancora opportunità di crescita di valore per gli investitori. Che sono sì sempre più selettivi e cauti ma intenazionati a investire ancora nella Ville Lumière.
I rischi che si sono presentati nel 2007-2008 oggi non ci sono. Per quanto riguarda le operazioni che negli ultimi due anni sono state realizzate nell’Ile-de-France per valori oltre i 30 milioni di euro si registra loan-to-value ragionevole e poco debito.
Una buona stabilità al mercato arriva proprio dai fondi sovrani e dalle assicurazioni che investono in maniera continuativa nel mercato francese, che poi altro non è che Parigi se si parla di commercial real estate. Quindi i dubbi su Parigi sono del tutto superati? Sembra di sì. Anche Cbre infatti registra un mercato forte, stimolato dalla massa di capitali in attesa di trovare uno sbocco di investimento (nel primo trimestre 2014 3,5 miliardi di euro sono stati investiti nel mattone commercial del Paese). Ma anche qui gli investimenti in uffici sono saliti del 90% mentre quelli nel retail sono scesi del 47%, segno che la selezione è sempre più elevata e nonostante la crisi il settore direzionale sta vivendo una nuova fase positiva. Che dire, i cugini francesi hanno dribblato la crisi, almeno nel mattone.