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Se riparte il mattone saremo tutti (proprietari) meno poveri

Il settore degli immobili di pregio registra negli ultimi dati pubblicati un dato sconcertante: la sparizione dei compratori internazionali nelle grandi città di Milano e Roma. Forse rimangono a Firenze, gli inglesi soprattutto e i russi secondo Tecnocasa, qualche amatore da Hong Kong è stato segnalato in acquisti di masserie in Puglia, sicuramente ci sono compratori a Venezia, negli ultimi anni sempre più francesi. Ma non sono questi acquisti sporadici che possono risollevare le sorti di un settore in agonia. Un intero settore, non solo quello di nicchia del lusso.
Anche oggi Idealista segnala prezzi in calo nel terzo trimestre 2014 per le case in vetrina sul sito. Prezzi di richiesta che per arrivare al rogito saranno ulteriormente ridimensionati da sconti che superano il 10%. Servono idee nuove, serve la percezione di un’immagine migliore dell’Italia all’estero. E serve smettere di pensare che vendere immobili a soggetti stranieri significhi “svendere” pezzi del nostro Paese. Anche gli italiani acquistano, e sempre di più, case all’estero. E’ uno scambio cross border sempre più evidente oggi che i capitali viaggiano in cerca di investimenti “sicuri” nel mattone. E ridare vivacità al settore immobiliare italiano significa permettere alle famiglie di contare sulla somma investita, anche se il mercato è illiquido, e non trovarsi sempre più poveri perchè il mattone perde valore.