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Quale futuro per le Sgr immobiliari?

E’ tempo di bilanci per le Sgr immobiliari. Dopo le ultime fusioni ci sono tavoli di lavoro aperti ma all’orizzonte non ci sono operazioni imminenti. Sul mercato ci sono alcune strutture in vendita, ma che stentano a trovare un partner di lungo periodo.
Certo è che si alza ancora la soglia dei valori di asset under management che rendono redditizia una struttura di tal fatta. E con le fee in contrazione è chiaro che se non cresce la massa gestita, difficile di questi tempi, non si parla certo di grasso che cola.
Quale futuro per queste strutture? La ripresa del mercato, che però sembra allontanarsi ancora. E modelli di gestione forse più efficienti ed efficaci rispetto a quanto fatto finora. Non sono poche le voci che dicono che il mattone spesso non è stato gestito bene. Tornando alla ripresa, questa non avrà certo l’entità della ripresa vissuta da Paesi quali l’Irlanda, dove le riforme sono state messe in atto in maniera drastica. E ancora servirebbero idee nuove. Bisogna riprendere in mano il fascicolo “sviluppo”, ormai accantonato in Italia, per tornare a realizzare oggetti immobiliari tagliati su misura per gli investitori esteri, che nel nostro Paese cercano il mattone di “ultima generazione”.
Anche l’apertura verso l’Europa con la nuova direttiva Aifmd non potrà cambiare le sorti del settore. Le Sgr italiane hanno poca forza per combattere su territorio europeo, senza un partner strategico in loco.