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Copiare Londra per diventare di “tendenza”, anche nel mattone

Sono stati pari a 21 miliardi di sterline i volumi di investimenti che si sono riversati su Londra lo scorso anno. Una quantità di capitali che supera ampiamente Spagna, Italia e Irlanda messe insieme. E che riesce a dare la misura di come una città da sola se imbocca la strada giusta dello sviluppo, della crescita, di un’urbanizzazione moderna e sensata possa attirare sempre più capitali con l’effetto palla di neve che cresce.
A dominare il mercato secondo Savills sono stati cinesi e americani, che insieme hanno speso 5,6 miliardi di sterline e contano per un quarto del totale degli investimenti.
Subito dietro c’è il Qatar con i suoi 1,2 miliardi di capitali spesi in città.
Ma cosa fa di Londra una delle città del futuro? La risposta si potrebbe leggere nel libro di Leo Johnson, fratello del sindaco della capitale inglese e partner della società di consulenza Pwc, che ha scritto il testo Turnaround challenge-business and the city of the future (insieme a Michael Blowfield). Un testo che tratteggia quelle che sono le variabili che inducono il cambiamento nelle metropoli di oggi per diventare la città del futuro.