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Real estate in recupero ma bisogna essere veloci nel cambiamento

Tassi di interesse ai minimi, liquidità in circolazione, prezzo del petrolio che crolla e soprattutto euro debole. Sono i grandi driver della ripresa sui quali l’Italia può contare in questo momento. Non da ultimo ieri il Giubileo, che porterà nel nostro Paese milioni di pellegrini. Molti gli esperti del real estate basati a Londra che sono oggi ottimisti e pronti a cogliere l’attimo. Non solo. La vicina Spagna oggi è considerata meno appetibile. Dovrebbe essere proprio il nostro momento.
Ma ognuno dovrà fare la sua parte.
Prima di tutto nel cambiare mentalità. Acquisire quella velocità nel cambiamento, anche per le regole, che all’estero permette di realizzare operazioni immobiliari in poco tempo, effettuare cambi di destinazioni d’uso in pochi mesi e non in anni (da noi spesso nemmeno questi bastano), offrire ai potenziali investitori il prodotto che cercano. E che si riassume oggi in qualità degli immobili, buone location, asset a reddito. E presto dovremo essere in grado di far ripartire anche lo sviluppo, altrimenti gli oggetti da acquistare mancheranno.
Ma la propria parte la devono fare anche enti pubblici come il Demanio, che potrebbero cogliere il momento per vendere asset di pregio (se ne rimangono) o comunque di interesse per portare a casa liquidità. La frase “non dobbiamo svendere” molto usata da chi ha asset in pancia, poco si addice a questo momento di mercato. Oggi il prezzo lo fa l’acquirente e un asset che non permette di ricavare una rendita adeguata è solo un investimento in perdita. Da sempre.