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Borsa Italiana, il segmento immobiliare langue

Un flusso di 62 miliardi di dollari si è riversato nel settore dei fondi real estate americani dal 2001 al 2015, con più di 120 Reits (Real Estate Investment Trusts) diventati quotati (dati Bloomberg). Oggi ci sono 240 Reits sul listino, tra Nyse e Nasdaq, e il settore immobiliare pesa per il 3% della capitalizzazione dello S&P 500.
Il listino delle società immobiliari in Borsa a Piazza Affari è lontano anni luce da quei valori. E così resterà. Con l’ipotesi, nemmeno troppa remota, di vedere dimezzare la capitalizzazione delle società quotate in Borsa se Beni Stabili venisse delistata. Come peraltro è stato ventilato.
Nemmeno la revisione, con miglioramenti evidenti, del regime Siiq a settembre 2015, è riuscita a dare vivacità al settore. Unica società arrivata approdando con una Ipo sul listino è stata Coima Res – che oggi quota 6,76 euro contro i 10 euro della quotazione -, unitamente a Sorgente che è invece arrivata in Borsa acquistando la scatola vuota quotata di Nova Re.
Quali spunti per il futuro? Finché non arriverà una Siiq pubblica, creata con un portafoglio redditizio, o qualche grande Siiq privata, nata dallo spin off delle attività immobiliari di un grande gruppo assicurativo o altro, il segmento a destinato a restare marginale nel panorama generale di Borsa.