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Il referendum, doccia ghiacciata sul mattone

Più ci si avvicina alla data del referendum più si ferma il mercato del real estate. La ripresa degli investimenti (internazionali e non) e delle compravendite residenziali sbandierata qualche mese fa lascia ora il passo alla cautela. Gli investitori preferiscono restare alla finestra, anche perché quello che gli investitori esteri evitano è proprio l’incertezza. Il nostro Paese sconta quindi oggi la percezione di un rischio maggiore rispetto a solo pochi mesi fa. E i numerosi portafogli immobiliari sul mercato faranno più fatica a trovare un compratore.
Alcune operazioni, avviate tempo fa, arrivano comunque alla conclusione come la costituzione di una Sicaf da parte di Beni Stabili nella quale la Siiq quotata ha coinvolto nomi del calibro di Crédit Agricole ed Edf.
Adesso bisognerà vedere come andranno le gare in corso sul mercato, dal portafoglio Allianz a quello di Cloe (Prelios), dalla gara per l’headquarter di Eni al pacchetto di nove immobili di Cdp.
Difficilmente il referendum potrà invece condizionare l’acquisto di case. Chi deve cambiare abitazione, la grossa fetta delle compravendite è proprio quella relativa alla sostituzione, non posticiperà l’operazione, se non in alcuni casi.