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Nomisma, il direttore Dondi diventa più ottimista

Un respiro di sollievo, lo tirano oggi quanti temevano una doccia fredda dai dati Nomisma sul mercato immobiliare e soprattutto dalle previsioni per fine anno. Anche perché negli anni Luca Dondi, direttore generale di Nomisma, ci ha abituato ad analisi precise e obiettive che non puntano ad edulcorare la pillola: se ci sono variabili che possono influenzare negativamente il mercato si dice.
Che Dondi sia diventato più ottimista? Seguendo le orme di altri protagonisti dell’immobiliare che tendono a vedere più il bicchiere mezzo pieno che mezzo vuoto. O forse è lo scenario a dare più speranza, con un trend che trimestre dopo trimestre certifica il recupero. Certo è che questa volta le previsioni di Nomisma per fine 2016 propendono per un incremento dei volumi a due cifre, nell’ordine del 12,3% su base annua. Grazie a un settore residenziale effervescente che in tre anni è cresciuto del 23,3%.
Quali i driver della ripresa? In primis le maglie più allargate del canale creditizio: l’incidenza delle compravendite finanziate sul totale passa dal 44% del 2016 al 59,8% attuale. Gli italiani comprano ancora la casa con il mutuo. E oggi il livello bassissimo dei tassi di interesse ha dato una ulteriore spinta al mercato.
Sarà il referendum a raffreddare il mercato in questo ultimo trimestre? Si vedrà con i dati che l’agenzia delle Entrate pubblicherà lunedì 5 dicembre nel consueto Osservatorio trimestrale. Certo l’instabilità politica influenza il real estate, ma più che altro il comparto delle operazioni non residenziali (bloccate per il momento). Chi deve comprare casa guarda più alle proprie necessità e al proprio portafoglio.